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CHI SONO

Fin dai primi anni del liceo avevo capito che la mia strada sarebbe stata studiare psicologia. Per me non significava solo scoprire i meccanismi intricati, complessi e affascinanti della mente e del comportamento umano, ma soprattutto occuparmi delle persone, ascoltarle, parlare con loro e aiutarle a migliorare le loro vite, un passo alla volta.

Questo desiderio mi ha accompagnata nel mio percorso di studi e nella mia formazione, portandomi oggi a svolgere un lavoro che sento profondamente mio. È un lavoro complesso e delicato, fatto di ascolto, presenza e responsabilità. Entrare in punta di piedi nelle storie delle persone e vedermi affidare la loro fiducia è, per me, un enorme privilegio.

Due parole su di me

La mia formazione

Il mio percorso formativo è iniziato con la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche ed è proseguito con la Laurea Magistrale in Psicologia, entrambe conseguite con lode presso l’Università degli Studi di Pavia.

Ho scelto di continuare a formarmi, spinta dal desiderio di approfondire sempre di più ciò che faccio e di prendermi cura delle persone con maggiore consapevolezza e strumenti. Per questo ho intrapreso un Corso di Alta Formazione in Mindfulness Basic Training e mi sono iscritta a un Master in Psicodiagnostica Clinica, con l’obiettivo di acquisire competenze più approfondite nella valutazione psicodiagnostica lungo tutto l’arco di vita, dall’età evolutiva fino all’età adulta e anziana.

A breve inizierò la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Integrata, che mi permetterà di ampliare sempre di più le mie competenze e integrare nuove tecniche e strategie terapeutiche, adattandole ai bisogni e alla storia unica di ogni persona.

Credo profondamente nella formazione continua: non solo come aggiornamento professionale, ma come un processo vivo, che mi aiuta a rimanere aperta, curiosa e attenta. Per me significa poter offrire uno spazio sempre più consapevole, accogliente e rispettoso, in cui ogni persona possa sentirsi vista, ascoltata e accompagnata nel proprio percorso.

Il mio approccio

Nel mio modo di lavorare adotto un approccio che mette al centro la comprensione di pensieri, emozioni e comportamenti, con uno sguardo attento anche agli sviluppi più recenti della psicologia.

Credo sia importante considerare la persona nella sua interezza: ciò che pensiamo, ciò che proviamo e ciò che facciamo nella vita di tutti i giorni sono profondamente connessi e si influenzano continuamente. Per questo, durante il percorso, non ci si concentra solo su ciò che accade “nella mente”, ma anche su come le difficoltà si manifestano concretamente nella quotidianità, nelle relazioni, nelle scelte e nelle situazioni che si vivono.

In questo intreccio tra pensieri, emozioni e vita quotidiana, anche il corpo ha un ruolo importante, anche se spesso viene trascurato.

La sofferenza, infatti, si manifesta anche attraverso il corpo, sotto forma di tensioni, stanchezza, difficoltà a dormire, battito accelerato, peso allo stomaco, agitazione o altre sensazioni fisiche che, se ascoltate, possono offrire informazioni preziose. Imparare a riconoscerle e a dare loro spazio può essere un primo passo importante per comprendersi meglio.

Nel lavoro insieme partiamo dal presente, da ciò che la persona sta vivendo ora: pensieri, emozioni, comportamenti e dinamiche relazionali. L’obiettivo iniziale è comprendere cosa sta mantenendo il disagio e la sofferenza, per iniziare gradualmente a ridurli e trovare modalità nuove e più funzionali di stare nelle situazioni.

Allo stesso tempo, diamo spazio anche alla storia personale, andando a comprendere come alcuni schemi, modalità di reagire o difficoltà si siano sviluppati nel tempo. Questo permette non solo di dare senso a ciò che si sta vivendo, ma anche di conoscersi più a fondo e ridurre il rischio di ritrovarsi nelle stesse difficoltà in futuro.

Il percorso viene sempre costruito insieme, nel rispetto dei tempi, delle esigenze e delle risorse di ciascuna persona.

Le mie esperienze

Credo che siano state, più di ogni altra cosa, le esperienze che ho vissuto nel corso degli anni a rendermi la persona che sono oggi, sia dal punto di vista personale che professionale.

Il mio percorso non è stato fatto solo di studio, ma soprattutto di incontri. Incontri con persone, storie, fragilità e risorse diverse, che mi hanno permesso di avvicinarmi a realtà molto eterogenee e di ampliare, passo dopo passo, il mio sguardo.

Ho avuto modo di lavorare con bambini, adolescenti e adulti, in contesti e ambiti diversi. Sono esperienze che mi hanno insegnato quanto sia importante sapersi adattare alla persona che si ha davanti, senza schemi rigidi, ma con attenzione, sensibilità e rispetto.

Ho accompagnato bambini e ragazzi in attività pedagogiche ed educative presso l’Asilo nel Bosco "Talupù" a San Giorgio Piacentino, un contesto in cui ho potuto osservare da vicino il valore dell’esperienza, della relazione e dell’apprendimento attraverso il fare.

Ho svolto attività di supporto scolastico e metodo di studio, affiancando bambini e ragazzi nel loro percorso, aiutandoli non solo nei compiti, ma anche nel trovare strategie più efficaci e nel rafforzare la fiducia nelle proprie capacità.

Ho, inoltre, lavorato con bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo, tra cui DSA, disturbo dello spettro autistico e sindrome di Down, presso il Centro Tice, e con persone con disabilità, sia intellettiva sia motoria, all’interno di un centro socio-occupazionale.

Queste esperienze mi hanno permesso di entrare in contatto con bisogni, linguaggi e modalità di espressione molto diversi tra loro, insegnandomi quanto sia fondamentale saper ascoltare davvero ogni persona nella sua unicità.

Parallelamente, il volontariato ha avuto un ruolo molto significativo nel mio percorso. L’esperienza con Telefono Amico Italia, servizio di ascolto telefonico e supporto emotivo che offre aiuto a chiunque si trovi in uno stato di crisi, solitudine o disagio, impegnato anche e soprattutto nella prevenzione del suicidio, mi ha messa a contatto con momenti di grande vulnerabilità, spesso emotivamente molto intensi. In quel contesto ho imparato quanto possa essere potente un ascolto autentico: esserci, anche solo con la voce, senza giudicare, senza dover “aggiustare” tutto, ma offrendo uno spazio in cui l’altra persona potesse sentirsi accolta e meno sola.

Il tirocinio presso lo Studio di Psicodramma della Dott.ssa Irene Riva mi ha avvicinata in modo più diretto al lavoro clinico, permettendomi di osservare da vicino i percorsi terapeutici e le dinamiche di gruppo. È stato un contesto ricco e complesso, in cui ho potuto cogliere quanto le relazioni, il confronto e l’espressione condivisa possano diventare strumenti profondi di cambiamento.

Ho inoltre collaborato con l’Associazione "Non è tutto rosa", contribuendo all’organizzazione di progetti di sensibilizzazione sulla salute mentale e alla promozione del benessere psicologico. Questa esperienza ha rafforzato in me il desiderio di rendere la psicologia qualcosa di più vicino, accessibile e comprensibile, portandola anche fuori dagli studi professionali e dentro la quotidianità delle persone.

Tutte queste esperienze hanno contribuito a costruire il mio modo di essere psicologa: uno sguardo attento, aperto e rispettoso, che mette al centro la persona nella sua unicità, con la sua storia, i suoi tempi e le sue risorse.